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Per chi suona la buatta
Le buatte sono, nella lingua napoletana, tamburi costruiti in modo artigianale e rappresentano un simbolo esistenziale che rimanda a un fare naturale, a una genuinità che sarà la caratteristica di Tony Cercola, un 'percussautore', come viene chiamato nel libro, davvero unico.

E' uscita la seconda edizione del libro di Antonio G. D'Errico sulla vita e la musica di Tony Cercola. Si tratta di un racconto intercalato da una lunga intervista, nella quale Tonino 'o batterista narra di sè, dei luoghi e dei personaggi che ha frequentato. A tal proposito il libro è ricchissimo di testimonianze che rendono onore a ciò che la critica ha considerato l'erede di Gegè Di Giacomo (il batterista di Renato Carosone).

Le testimonianze sono talmente tante e importanti che vale la pena citarle: Pino Daniele, Gigi D'Alessio, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Eduardo Bennato, Nino D'Angelo, Enzo Gragnaniello, Franco Del Prete, Rino Zurzolo, Enzo De Caro, Eduardo De Crescenzo, Bruno Biriaco, Carlo Faiello, James Senese, Eugenio Bennato, Pietro Montecorvino, Peppe Lanzetta, Gennaro Piccolo, Luigi Piergiovanni Rosybyndy, Ugo Mazzei, Massimo Sarchielli e Dodi Moscati, Enzo la Gatta, Antonio Onorato, Lea Costa, Claudio Poggi, Pupi Avati. Una magnifica carrellata di nomi, molti dei quali hanno fatto la storia della percussione e della musica napoletana.

La Presentazione è curata da Antonio Pascotto, il quale mette in evidenza l'energia del suono di Cercola, una forza che ogni percussionista deve possedere, ma l'energia di Tony è qualcosa di più e di diverso, è espressione del cuore e dell'esistenza, è la tammurriata del Vesuvio!

La Postfazione è mia: "Il primo brano di Tonino 'o batterista, come veniva chiamato da ragazzo Cercola, s'intitola La lunga strada, in effetti, la strada percorsa è stata lunga e avvincente. /.../ Cercola è il nome del paese da dove proviene Tony Esposito e anche se l'assumere il nome del paese è stato casuale ha un significato profondo perché l'attaccamento ai luoghi dell'infanzia rimane costante. /.../ Nel bel libro di Antonio G. D'Errico, bravo nel percepire e nel raccontarci le sfumature espressive del racconto di Tony, attraverso vari aneddoti, si ricostruisce la storia (musicale) di Tony, ne esce fuori un racconto vivo, tratteggiato in modo leggero e spesso divertente."

Dopo l'uscita della prima edizione, intitolata Come conquistare il mondo con una buatta, nel novembre del 2013, per le Edizoni Anordest di Villorba di Treviso, invitai Tony Cercola al Festival Anfiteatro Jazz di Lucca, che dirigo dal 1994, e Tony si attrezzò per fare un concerto con venature jazzistiche, ne venne fuori qualcosa di straordinario, era il giugno del 2014.

La seconda edizione, pressochè inalterata ma mancante delle foto (immagino per una questione di diritti, peccato perché alcune erano particolarmente carine, come quelle di Tony bambino, e significative, come quelle con Daro Fo e altre), esce per Arcana, ed è fresca fresca, in quanto il libro è stato stampato nel febbraio di quest'anno. Se ne immagina un successo editoriale, meritato visto il soggetto.

Un libro che parla di suoni e di incontri, di incontri realizzati attraverso i suoni. Parla di terra e di Napoli, di Napoli attraverso la musica. Una polifonia di voci che ci raccontano di strumenti a percussione e della inventiva compositiva di Tony Cercola, ma soprattutto ci parla di vita.







Renzo Cresti - sito ufficiale